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Fronteggiante la Rocca, ricorda nel nome Giudubaldo II della Rovere che a metà del 500, su progetto di Gerolamo Genga lo eresse come dimora di rappresentanza per la corte e per i suoi ospiti illustri.
Uno splendido soffitto a cassettoni attribuito a Taddeo Zuccari, impreziosisce la Sala del Trono.
Successivamente il palazzo fu ampliato da Francesco Maria II della Rovere, figlio di Guidubaldo e ultimo rappresentante della dinastia, che alterò così la simmetria della facciata.
La Piazza, il cui nome si riferisce invece a Giovanni Della Rovere, era adibita a luogo di parate ed esercitazioni militari. Per questo motivo la cosiddetta Fontana delle Anatre (o dei Leoni) è decentrata rispetto alla planimetria. Essa fu edificata nel 1599 per volontà di Francesco Maria II Della Rovere onde celebrare il prosciugamento di insalubri paludi che recavano danno alla pubblica salute.
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